Cos’è (e cosa non è) una circostanza straordinaria secondo il Regolamento UE?
Il Regolamento (CE) n. 261/2004 stabilisce che la compagnia non deve pagare il risarcimento economico (250–600 €) se il ritardo è dovuto a «circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure ragionevoli».
Il meteo è la categoria più tirata in ballo. Ma non tutto il tempo è uguale.
Vera circostanza straordinaria (niente risarcimento):
- Chiusura della pista per nebbia, raffiche forti o neve
- Fenomeni meteorologici estremi che riducono in modo concreto la sicurezza del volo
Problemi operativi (il risarcimento spetta):
- Sovraccarico dello spazio aereo non causato da un precedente ritardo della compagnia per altro motivo
- Ritardo per sbrinamento dell’aereo (de-icing): procedura invernale standard e prevedibile
Il meteo alla partenza non sempre decide
Spesso i passeggeri obiettano: «Ma qui c’è il sole, perché non si vola?». La compagnia ha tre difese possibili:
- Meteo a destinazione: a Roma c’è il sole, ma a Londra c’è nebbia che impedisce l’atterraggio. L’aereo non può partire.
- Meteo «in rotta»: sopra la Germania ci sono forti temporali non aggirabili. L’aereo deve aspettare.
- Effetto domino della rotazione: il tuo aereo al mattino era partito da Roma, dove c’era un temporale, ha accumulato ritardo ed è arrivato in ritardo a Milano. È il caso più controverso: la compagnia deve pianificare con un margine adeguato.
Gli effetti domino li vinciamo regolarmente per i passeggeri, anche dopo un primo rifiuto.
Stagione invernale: sbrinamento e neve
Sbrinare l’aereo prima del decollo (de-icing) è una procedura di sicurezza standard. Le compagnie ti diranno che esclude il risarcimento. È il contrario.
Pianificare i voli con margini sufficienti è responsabilità del vettore. Nei mesi invernali la necessità di sbrinare è del tutto prevedibile: non è una circostanza straordinaria. Refundio vince regolarmente queste cause.
Il diritto all’assistenza vale anche con maltempo reale
Il diritto al risarcimento economico e il diritto all’assistenza sono due cose diverse. Anche quando la compagnia non deve pagare il risarcimento a causa del meteo, ha sempre l’obbligo di prendersi cura di te.
Se devi aspettare un volo sostitutivo per la notte, la compagnia deve organizzare o rimborsare:
- Pernottamento in hotel
- Pasti e bevande durante l’attesa
- Trasporto tra aeroporto e hotel
Questo diritto vale sempre, senza eccezioni — anche con il peggior maltempo.
Se aspetti più notti, hai diritto al rimborso di tutte.
Come Refundio vince le pratiche respinte per «meteo»
Per un passeggero è difficile capire se la compagnia sta indicando il motivo reale. Refundio analizza di routine:
- I bollettini meteo degli aeroporti di partenza e arrivo
- I dati di volo di altri aeromobili nello stesso corridoio aereo
- I dati delle rotazioni precedenti dell’aereo
Caso reale: ad alcuni nostri clienti hanno cancellato un volo da Londra per «nebbia». La compagnia ha respinto il diritto. Verificando i bollettini, abbiamo scoperto che la visibilità era scesa sotto i limiti solo per 30 minuti. Agli altri voli erano stati assegnati slot di partenza in sequenza. I nostri clienti la compagnia li ha fatti aspettare 10 ore — perché l’equipaggio avrebbe superato il tempo di servizio consentito. Non è una circostanza straordinaria. Risultato: causa vinta, risarcimento pagato.