Cosa segna la fine di un volo secondo il diritto europeo?
Sei seduto in un aereo appena atterrato. Il pilota annuncia che il volo è arrivato con due ore e cinquantacinque minuti di ritardo. Pensi: sotto le tre ore, niente risarcimento.
È il contrario. Non conta l’atterraggio, ma l’apertura delle porte dell’aereo.
Perché si combatte per ogni minuto
Il Regolamento (CE) n. 261/2004 fissa con chiarezza la soglia delle «3 ore o più»:
- Ritardo di 2 h 59 min = 0 € di risarcimento
- Ritardo di 3 h 1 min = fino a 600 € di risarcimento
Per questo le compagnie aeree cercano di interpretare l’orario di arrivo a proprio favore. Un aereo costa centinaia di migliaia di euro l’ora di esercizio: se riescono a comprimere l’orario ufficiale sotto le tre ore, su un solo volo in ritardo risparmiano decine di migliaia di euro.
La sentenza chiave: Germanwings contro Henning
Per anni la definizione di orario di arrivo è rimasta incerta. Le compagnie sostenevano che il volo finisse al momento del touchdown sulla pista.
La svolta è arrivata con la sentenza della Corte di Giustizia UE C-452/13 (Germanwings GmbH contro Ronny Henning).
Definizione ufficiale: «L’orario di arrivo coincide con il momento in cui almeno una delle porte dell’aeromobile viene aperta, sempre che ai passeggeri sia consentito in quel momento di lasciare l’aereo».
Atterraggio o apertura porte: i minuti che decidono
Esempio — volo Roma–Hurghada (tratta oltre 1.500 km = 400 € di risarcimento):
Arrivo previsto: 14:00
| Fase | Orario | Ritardo |
|---|---|---|
| Atterraggio in pista | 16:55 | 2 ore 55 minuti |
| Sosta al terminal | 16:59 | 2 ore 59 minuti |
| Apertura porte | 17:02 | 3 ore 2 minuti |
La compagnia può sostenere che il volo è atterrato con meno di 3 ore di ritardo. Il diritto c’è comunque. Una famiglia di quattro persone perderebbe 1.600 € se accettasse quella versione.
Voli in coincidenza: dove si conta il ritardo?
Per i voli con scalo conta il ritardo alla destinazione finale.
Esempio: voli Roma – Francoforte – New York con Lufthansa. La prima tratta accumula 45 minuti di ritardo e perdi la coincidenza. Lufthansa ti sposta su un volo alternativo e arrivi a New York con 6 ore di ritardo.
Hai diritto al risarcimento? Sì. L’intero viaggio conta come un tutto unico. Quello che pesa è il fatto che alla destinazione finale sei arrivato con 6 ore di ritardo. Ti spettano i 600 € pieni.
Attenzione ai biglietti separati: questa regola vale solo per voli con un’unica prenotazione (un solo PNR). Se hai comprato due biglietti indipendenti, la prima compagnia non risponde del ritardo della seconda tratta.
E se l’aereo atterra in un altro aeroporto (dirottamento)?
Se l’aereo non atterra a destinazione (per esempio per nebbia) ma su uno scalo alternativo, il tuo contratto con la compagnia resta valido. Il ritardo si conta fino al momento in cui la compagnia ti porta alla destinazione originale, a prescindere da dove sei sceso fisicamente.
Esempio:
- Atterraggio su scalo alternativo: 1 ora di ritardo
- Attesa del bus: 2 ore
- Trasferimento alla destinazione originale: 1 ora
Ritardo totale: 4 ore = diritto al risarcimento.
Come dimostri la durata del ritardo?
Le compagnie hanno accesso ai sistemi interni. Tu hai solo lo smartphone. E allora?
Mentre aspetti a bordo: appena il ritardo supera le 3 ore, scatta una foto che mostri che sei ancora a bordo. I metadati del telefono fissano l’ora esatta.
Dopo, senza foto: nessun problema. I database professionali del traffico aereo permettono di ricostruire l’andamento esatto del volo, anche di anni fa. Refundio analizza questi dati su ogni pratica.